DJI Osmo Pocket 4P vs Pocket 4: quando il 60 mm vale davvero il sovrapprezzo

DJI Osmo Pocket 4P e Pocket 4 a confronto

DJI Osmo Pocket 4P risolve uno dei limiti storici di questo formato: essere legati a una sola focale. Accanto al grandangolo da 20 mm aggiunge un vero 60 mm, pensato per ritratti, dettagli e riprese più strette senza cambiare camera.

È anche la ragione principale per cui costa di più, pesa di più e perde qualcosa in autonomia rispetto alla Pocket 4. La scelta tra i due modelli dipende quindi meno da quale sia tecnicamente più completo e molto di più dal tipo di video che si vuole realizzare.

Pocket 4P vs Pocket 4: le differenze che incidono sulla scelta

La novità centrale della 4P è il doppio sistema di ripresa. Alla camera principale equivalente a 20 mm si affianca un medio-tele da 60 mm con un proprio sensore da 1/1,28″: non è un semplice ritaglio digitale dell’immagine principale. Le due camere non registrano contemporaneamente e il dispositivo passa fisicamente da un sistema all’altro in base allo zoom selezionato.

È una differenza molto più significativa di quanto suggerisca la dicitura “3×”. Pocket 4 offre un’unica prospettiva di base; la 4P permette di alternare una ripresa ampia e contestuale a una più stretta, capace di isolare meglio il soggetto e comprimere lo sfondo.

In cambio bisogna accettare alcuni compromessi. Il peso sale da 190,5 a 230 grammi e l’autonomia dichiarata scende da 240 a circa 210 minuti nelle condizioni di test DJI. Anche il prezzo cambia: al 9 agosto 2026 la Standard Combo della 4P costa 609 € sullo store italiano DJI, contro i 499 € di listino della Pocket 4. Quest’ultima è inoltre già reperibile presso alcuni rivenditori a cifre inferiori, quindi la distanza effettiva può superare i 110 € nominali.

DifferenzaPocket 4PPocket 4Cosa cambia
Focali20 mm + 60 mm fisici20 mmLa 4P permette composizioni realmente diverse
Peso230 g190,5 gPocket 4 è più leggera
Autonomia dichiaratacirca 210 minfino a 240 minPocket 4 favorisce le sessioni più lunghe
Profilo LogD-Log 2 sulla principale a 1×D-LogPiù margine sulla 4P, ma non su entrambe le focali
Slow motion massimo4K/240 principale, 4K/200 tele4K/240La 4P aggiunge slow motion con il 60 mm
Prezzo di riferimento609 €499 €Il tele deve giustificare la differenza

Il 60 mm conta più per il montaggio che per lo zoom

Considerare il 60 mm soltanto come uno “zoom 3×” riduce il vantaggio della 4P a una questione di ingrandimento. Il suo contributo più interessante è compositivo.

Con il 20 mm si può mostrare una strada, una stanza, un gruppo di persone oppure il soggetto insieme all’ambiente circostante. Il 60 mm restringe il campo e cambia la relazione tra soggetto e sfondo. Diventa più semplice isolare un volto, un dettaglio architettonico, un piatto, un prodotto o una persona che non può essere raggiunta fisicamente.

La differenza emerge soprattutto costruendo una sequenza. In un video di viaggio, per esempio, si può passare dall’inquadratura larga di una strada a un breve parlato, quindi stringere su un’insegna, un volto o un dettaglio del luogo. Con Pocket 4 queste variazioni richiedono più compromessi; la 4P permette di ottenerle con due prospettive fisicamente diverse nello stesso dispositivo.

Lo stesso vantaggio si ritrova nei backstage, nei piccoli eventi e nei video di prodotto. Il tele consente di ottenere inquadrature più strette senza avvicinare continuamente la camera e produce una separazione del soggetto che un semplice crop del grandangolo non replica allo stesso modo.

Le prove indipendenti raccolte nel dossier rafforzano questa lettura. The Verge ha giudicato convincente il 60 mm per ritratti e product footage, apprezzandone compressione e sfocato, e ha riscontrato una stabilizzazione efficace anche usando questa focale.

Per un creator che monta sequenze composte da inquadrature differenti, quindi, la seconda camera può modificare concretamente il risultato. Per chi registra soprattutto lunghi segmenti parlati, molto meno.

Ritratto con obiettivo 60 mm di DJI Osmo Pocket 4P
Esempio di ritratto con il 60 mm di DJI Osmo Pocket 4P. Immagine: DJI

Per vlog e riprese quotidiane Pocket 4 conserva un vantaggio importante

Nel classico vlog frontale il 20 mm rimane la focale centrale: permette di includere il volto e una parte dell’ambiente senza dover tenere la camera troppo distante. Lo stesso vale per molte riprese familiari, passeggiate, clip social e ricordi di viaggio.

In questi scenari il 60 mm rischia di essere utilizzato solo occasionalmente.

DJI Osmo Pocket 4 conserva inoltre gran parte delle caratteristiche fondamentali della famiglia: sensore principale da 1″, stabilizzazione meccanica a tre assi e registrazione fino a 4K/240 fps nelle modalità previste. DJI dichiara 14 stop di gamma dinamica e registrazione D-Log a 10 bit.

Rinunciando alla seconda focale si ottengono però un corpo più leggero, fino a 30 minuti di autonomia dichiarata in più e un prezzo inferiore. Sono vantaggi coerenti con l’idea di una videocamera da portare facilmente con sé e utilizzare senza costruire le riprese attorno a focali differenti.

Chi cerca soprattutto una piccola camera stabilizzata per parlare in video, documentare un viaggio o registrare la vita quotidiana non deve quindi considerare la 4P un aggiornamento obbligatorio.

Ritratti, travel e B-roll sono il terreno naturale della 4P

Il 60 mm acquista molto più senso quando il video non è composto soltanto dal soggetto che parla alla camera.

Nei ritratti evita la prospettiva molto ampia del 20 mm quando ci si avvicina al volto e permette una maggiore separazione dallo sfondo. Nel travel consente di riprendere dettagli di edifici, persone o scene di strada senza spostarsi continuamente. Nei video di prodotto aiuta a isolare particolari e creare inquadrature più strette. Durante eventi e cerimonie permette di avvicinare visivamente soggetti che non possono essere raggiunti.

Anche il B-roll beneficia della seconda focale: mani, oggetti, cibo, insegne e dettagli ambientali possono alternarsi alle scene larghe senza ricorrere a una seconda camera.

È in questo tipo di produzione che il sovrapprezzo trova la giustificazione più solida. Non si paga soltanto la possibilità di ingrandire il soggetto, ma l’accesso a un secondo modo di comporre l’immagine.

Conviene invece non attribuire troppo valore al 12× pubblicizzato dal sistema. Nelle prove considerate dal dossier, The Verge ha osservato un degrado evidente avvicinandosi all’ingrandimento massimo. Il vantaggio realmente interessante rimane il salto ottico fra 20 e 60 mm, non la possibilità di trasformare la Pocket in una camera a lunga focale.

Due focali non equivalgono a uno zoom ottico continuo

Il doppio sistema comporta un compromesso che può essere facile trascurare.

Le due camere utilizzano sensori differenti: quello principale è da 1″, mentre il 60 mm utilizza un sensore da 1/1,28″. DJI dichiara una calibrazione pensata per mantenere una resa cromatica coerente fra i due moduli.

Le prove indipendenti mostrano però che il passaggio non è sempre invisibile. The Verge ha osservato occasionalmente un lieve cambiamento cromatico e un piccolo salto visivo durante il cambio di camera. Tom’s Hardware Italia ha inoltre trovato il tele meno convincente della principale in condizioni di scarsa illuminazione.

La DJI Osmo Pocket 4P va quindi interpretata soprattutto come una camera con due focali da scegliere consapevolmente, più che come sostituta di uno zoom cinematografico perfettamente continuo. Nel montaggio il limite è relativamente facile da gestire; durante una clip nella quale si passa ripetutamente da una focale all’altra può diventare più evidente.

Confronto zoom 1x 3x e 6x su DJI Osmo Pocket 4P
Confronto tra 1×, 3× e 6× su DJI Osmo Pocket 4P. Il vantaggio ottico principale è il passaggio tra le focali native 20 e 60 mm.

D-Log 2 migliora la principale, non entrambe le camere

Il secondo vantaggio rilevante della 4P riguarda la camera principale.

DJI dichiara fino a 17 stop di gamma dinamica con D-Log 2 a 10 bit, rispetto ai 14 stop dichiarati per Pocket 4. I 17 stop rimangono una specifica del produttore: non vanno confusi con una misurazione indipendente ottenuta attraverso un protocollo standardizzato.

Le prove comparative di DroneXL raccolte nel dossier hanno comunque mostrato un maggiore margine nel recupero delle alte luci nelle scene ad alto contrasto, senza però verificare strumentalmente il dato dichiarato da DJI.

C’è poi un limite decisivo per chi pensa di acquistare la 4P soprattutto per il color grading: D-Log 2 a 10 bit è disponibile soltanto a 1×. Il massimo vantaggio dichiarato in gamma dinamica riguarda quindi la principale, non il 60 mm.

Chi lavora sul colore ottiene più margine dalla nuova camera principale, ma non una perfetta equivalenza fra i due moduli. È un ulteriore motivo per non ridurre il confronto a “4P uguale qualità video superiore”: il vantaggio più trasversale resta la possibilità di utilizzare due prospettive.

La maggiore versatilità riduce un po’ il vantaggio della portabilità

I 39,5 grammi che separano i due modelli sembrano poca cosa in assoluto, ma corrispondono a un aumento di peso di circa il 21%. Anche il modulo superiore della 4P è inevitabilmente più voluminoso.

Alcune prove indipendenti hanno rilevato un baricentro più alto. The Verge ha inoltre osservato che le due ottiche rimangono maggiormente esposte quando la camera è spenta. Per un dispositivo pensato per essere trasportato e utilizzato continuamente in viaggio, sono aspetti che meritano più attenzione di molte differenze marginali nelle specifiche.

L’autonomia dichiarata passa da 240 a circa 210 minuti. Non è un limite tale da rendere problematica la 4P, ma diventa uno svantaggio inutile per chi finirebbe per usare quasi sempre la camera principale.

Non emerge invece un sacrificio equivalente nella stabilizzazione. Nonostante il modulo superiore più pesante, le prove raccolte nel dossier descrivono il gimbal come efficace anche con il tele.

Quando vale davvero la differenza di prezzo

Il sovrapprezzo di DJI Osmo Pocket 4P è facile da giustificare quando il 60 mm entra regolarmente nel processo creativo.

Travel creator, videomaker che producono molto B-roll, chi registra prodotti, backstage, interviste leggere o eventi possono sfruttare il tele per ottenere riprese che la Pocket 4 non replica semplicemente attraverso un crop. La combinazione 20 + 60 mm diventa particolarmente utile quando una sequenza alterna spesso contesto, soggetto e dettaglio.

Per vlog frontali, riprese familiari, social più semplici e utilizzo quotidiano, invece, gran parte del lavoro continuerà probabilmente a essere svolto dal 20 mm. In quel caso Pocket 4 permette di risparmiare denaro e peso, guadagnando anche autonomia.

Un criterio di scelta concreto consiste nel guardare il tipo di video che si realizza già, o che si intende realizzare. Se ritratti, dettagli e inquadrature più strette sono una parte ricorrente del montaggio, il 60 mm risolve un’esigenza reale. Se occorre immaginare occasioni specifiche pur di trovargli un utilizzo, difficilmente giustificherà da solo la differenza di prezzo.

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E Insta360 Luna Ultra?

Insta360 Luna Ultra è un’alternativa pertinente perché affronta un’esigenza simile: aumentare le possibilità di ripresa di una camera gimbal compatta attraverso un sistema a doppia focale.

Si distingue soprattutto per la registrazione 8K e per lo schermo OLED rimovibile utilizzabile come controller, soluzione interessante per chi si filma da solo e considera il controllo remoto una priorità.

Rimane però un confronto secondario. Prima di valutare quale dual-camera sia migliore, chi sta scegliendo fra i due modelli DJI dovrebbe stabilire se una seconda focale gli serve davvero. Se la risposta è negativa, anche il vantaggio principale della Luna Ultra perde parte della propria rilevanza.

DJI Osmo Pocket 4P o Pocket 4: quale scegliere

Pocket 4P ha senso quando il 60 mm non viene visto come una funzione da utilizzare ogni tanto, ma come una seconda focale destinata a entrare abitualmente nei propri video. Ritratti, dettagli, B-roll, prodotti, backstage ed eventi sono gli utilizzi che possono trasformare quei 110 euro — o più, considerando gli street price — in un investimento concreto sulla varietà delle riprese.

Per chi utilizza soprattutto il grandangolo, Pocket 4 rimane più equilibrata. Offre l’esperienza essenziale della categoria in un corpo più leggero, con maggiore autonomia dichiarata e un prezzo inferiore.

La scelta può quindi essere ridotta a un criterio piuttosto netto: se il 60 mm cambierà il modo in cui costruisci i tuoi video, scegli Pocket 4P; se cambierà soltanto la lista delle funzioni a tua disposizione, Pocket 4 è probabilmente l’acquisto migliore.

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