
Il Robot DJI ROMO è il debutto di DJI nel mondo dei robot aspirapolvere e lavapavimenti premium: tre versioni (S, A, P) basate sulla stessa piattaforma, con differenze concentrate soprattutto su design e sulla base avanzata del modello P, che introduce funzioni aggiuntive per l’igiene e la gestione della polvere. Sul piano tecnico ROMO porta nella robotica domestica l’approccio tipico dei droni DJI: navigazione molto precisa, riconoscimento ostacoli evoluto e una base completamente automatizzata che gestisce svuotamento, lavaggio e asciugatura dei panni, oltre ai serbatoi dell’acqua.
Questa forte integrazione tra robot, sensori e servizi connessi è anche ciò che rende ROMO uno dei sistemi più sofisticati della categoria. Il dispositivo non si limita infatti a muoversi nello spazio, ma lo interpreta e lo mappa, raccogliendo dati sull’ambiente domestico per migliorare la navigazione e le automazioni. È proprio questa componente “intelligente e connessa” che ne definisce l’identità tecnologica — e che ha contribuito alla sua ottima reputazione in termini di precisione e controllo.
Allo stesso tempo, la presenza di telecamere, microfoni e mappatura domestica rende inevitabile una maggiore attenzione ai temi di sicurezza e privacy, aspetto che nel 2026 è entrato nel dibattito attorno al prodotto. In quel periodo è infatti emerso un problema di sicurezza legato ai sistemi cloud che collegano robot e app: a causa di autorizzazioni configurate in modo errato nei server, in determinate condizioni tecniche sarebbe stato possibile accedere ai dati di altri dispositivi.
Questo includeva informazioni sensibili come telemetria, mappe dell’abitazione e — nei casi più critici — anche flussi video e audio. Il produttore ha dichiarato di aver corretto rapidamente la vulnerabilità con aggiornamenti automatici lato server rilasciati pochi giorni prima della divulgazione pubblica. Dal punto di vista tecnico, quindi, il problema è stato chiuso in tempi brevi.
Tuttavia, l’episodio ha avuto un impatto sulla percezione del rischio: i robot domestici con visione ambientale non sono semplici elettrodomestici smart, ma dispositivi che operano nello spazio privato della casa. Anche se la vulnerabilità è stata risolta, l’idea che dati domestici potessero essere esposti ha reso gli utenti più attenti verso questa nuova categoria di robotica connessa.
Indice:
- DJI ROMO: contesto, storia e cosa promette
- Modelli Robot DJI ROMO S, A e P: specifiche tecniche e differenze
- Prestazioni e funzionamento reale: aspirazione, lavaggio, navigazione, batteria e connettività
- Software, firmware, privacy e supporto
- Prezzi e disponibilità in Italia: dove comprare e quali retailer scegliere
- Pro e contro, consigli d’uso e confronto con i concorrenti
DJI ROMO: contesto, storia e cosa promette
Che un produttore “da cielo” scenda sul pavimento non è solo una curiosità: è un segnale. Il robot aspirapolvere premium è diventato un campo di battaglia dove il vantaggio competitivo non è più soltanto la potenza d’aspirazione, ma la percezione dell’ambiente (ostacoli piccoli, luce scarsa, gestione animali domestici), la qualità del dock e la stabilità software. In questo senso il Robot DJI ROMO è coerente con il DNA DJI: trasformare sensori e algoritmi (mappatura, evitamento, pianificazione percorsi) in “autonomia” percepita dall’utente.
Da “launch” a prodotto: tappe chiave 2025–2026
Il Robot DJI ROMO arriva in Europa nell’autunno 2025 con un posizionamento subito chiaro: fascia alta, design distintivo — soprattutto nel modello P trasparente — e tecnologia di evitamento ostacoli ereditata dai droni DJI. I primi mesi non sono però solo di visibilità, ma di rapida maturazione: gli aggiornamenti firmware introducono l’app in italiano, il supporto europeo completo e miglioramenti concreti per l’uso domestico, come gestione dei tappeti, diagnostica di rete e ottimizzazioni dello streaming video.
Questo ritmo di aggiornamenti mostra come la crescita del prodotto passi soprattutto dal software e dall’app, più che dall’hardware. All’inizio del 2026 emerge poi una vulnerabilità cloud, corretta rapidamente dal produttore, che porta il robot al centro di una discussione globale sulla sicurezza dei dispositivi domestici con telecamera.
In pochi mesi, quindi, ROMO passa da novità tecnologica a prodotto in consolidamento: una transizione tipica delle tecnologie emergenti, dove la maturità reale si costruisce dopo il lancio, attraverso aggiornamenti continui e adattamento all’uso nelle case.

Cosa promette davvero il Robot DJI ROMO
Dalla documentazione ufficiale, i pilastri tecnici sono tre:
- Percezione avanzata (doppie fisheye + LiDAR solid‑state) per evitare anche oggetti sottili;
- Pulizia “edge & corner” con bracci estensibili/retraibili in tempo reale;
- Base station molto automatizzata (lavaggio panni, svuotamento, gestione acqua, autopulizia).
Sul fronte percezione ostacoli, la comunicazione ufficiale parla esplicitamente di riconoscimento di cavi da 2 mm e persino “carte da gioco”, con prestazioni mantenute anche in luce molto bassa grazie alla fusione dei sensori.
Robot DJI ROMO S, A e P: cosa cambia davvero

La cosa più importante da capire è semplice: ROMO S, A e P sono quasi lo stesso robot.
Hanno stessa potenza, stessa autonomia, stessa navigazione e stesso hardware principale.
Le differenze reali sono solo due:
- design
- funzioni extra della base del modello P
Se non ti interessano queste due cose, le prestazioni di pulizia restano identiche.
Differenze essenziali tra Robot DJI ROMO S, A e P
| Caratteristica | ROMO S | ROMO A | ROMO P |
|---|---|---|---|
| Potenza aspirazione | 25.000 Pa | 25.000 Pa | 25.000 Pa |
| Autonomia | ~3 ore | ~3 ore | ~3 ore |
| Navigazione / AI | Identica | Identica | Identica |
| Batteria | Identica | Identica | Identica |
| Design robot | Bianco | Trasparente | Trasparente |
| Base premium (deodorante) | — | — | ✔ |
| Base con UV sacco polvere | — | — | ✔ |
| Hardware di pulizia | Identico | Identico | Identico |
Come scegliere davvero tra S, A e P
In pratica, la scelta si riduce a questo:
- ROMO S → vuoi il ROMO più semplice ed essenziale
- ROMO A → vuoi il design trasparente
- ROMO P → vuoi la base più avanzata (deodorante + UV)
Ma è importante ribadirlo:
la qualità di pulizia è la stessa su tutti e tre
Quindi la domanda giusta non è “quale pulisce meglio”, ma:
ti serve davvero la base premium del P o preferisci lo stesso robot senza extra?
DJI ROMO P (dock premium)
La versione P è quella “full optional”: base avanzata e finiture più scenografiche. Se vuoi il ROMO più completo, è questo quello da guardare.
Aspirazione e lavaggio: la potenza c’è, ma pulire bene è un sistema

Sulla carta, il Robot DJI ROMO impressiona subito: i 25.000 Pa dichiarati lo collocano tra i robot domestici più potenti disponibili oggi. E nell’uso quotidiano questa forza si percepisce davvero, soprattutto su pavimenti duri, polvere fine e peli, dove la raccolta risulta precisa e costante.
Detto questo, la pulizia domestica non è solo una questione di numeri. Su tappeti più spessi, superfici molto morbide o situazioni irregolari — come frange e piccoli dislivelli — il robot può perdere un po’ di efficacia nella trazione o nella copertura. Durante la pulizia utilizza panni mop con flusso d’acqua controllato, sufficiente a rimuovere sporco quotidiano e residui leggeri senza lasciare eccessiva umidità sul pavimento. La resa è particolarmente efficace su superfici dure come gres, ceramica o parquet sigillato, mentre — come per tutti i robot lavapavimenti — le macchie secche o molto incrostate richiedono comunque più passaggi o un intervento manuale.
Il punto importante è capire dove questo tipo di dispositivo dà il meglio: il Robot DJI ROMO esprime davvero il suo potenziale quando viene usato come un robot domestico evoluto, cioè con pulizie frequenti, ambienti mantenuti nel tempo e automazioni mirate per stanze e zone. In questo scenario la casa resta pulita con grande continuità e senza intervento manuale. Se invece lo si immagina come sostituto totale della pulizia profonda su sporco accumulato o tappeti molto impegnativi, le aspettative rischiano semplicemente di superare ciò che la tecnologia robotica attuale può offrire.
Navigazione e evitamento ostacoli: il vero punto di forza di ROMO

Se c’è un’area in cui il Robot DJI ROMO punta davvero a distinguersi, è la navigazione. Il sistema combina sensori visivi grandangolari e LiDAR con algoritmi di riconoscimento degli oggetti, permettendo al robot di identificare non solo gli ostacoli evidenti, ma anche quelli più piccoli e tipici della vita domestica, come cavi sottili o oggetti bassi sul pavimento.
Nell’uso quotidiano questa capacità si traduce in movimenti fluidi e molto precisi: il robot copre gli ambienti in modo ordinato, si incastra raramente e riesce a gestire bene gli spazi complessi di una casa reale. È proprio questa sensazione di controllo e consapevolezza dell’ambiente che rende la navigazione uno degli aspetti più convincenti dell’esperienza ROMO.
Come ogni sistema avanzato basato su visione e interpretazione, però, non è infallibile. In alcune situazioni può risultare eccessivamente prudente, rallentando o aggirando ostacoli che potrebbe superare senza problemi; superfici molto riflettenti o tappeti estremamente morbidi possono inoltre confondere la lettura dello spazio. Sono limiti tipici della robotica domestica visiva, ma nel complesso non compromettono l’impressione generale: la navigazione resta uno degli elementi che più caratterizzano e valorizzano il comportamento del robot.
Batteria e ricarica: autonomia solida e numeri credibili
Dal punto di vista energetico, il Robot DJI ROMO adotta una batteria da circa 72 Wh, una capacità tipica dei robot domestici di fascia alta, che si traduce in sessioni di lavoro lunghe e continue. In condizioni di pulizia leggera può arrivare a circa tre ore di autonomia, mentre nell’uso reale con aspirazione e lavaggio combinati la durata resta comunque più che sufficiente per coprire abitazioni di dimensioni medio-grandi con una singola carica.
Anche la ricarica si inserisce bene nella logica d’uso quotidiano: il ciclo completo richiede all’incirca due ore e mezza grazie al sistema rapido da 55 W, un tempo relativamente contenuto per questa categoria e che permette al robot di tornare operativo in fretta anche quando deve interrompere la pulizia per ricaricarsi.
Sul lungo periodo, la gestione della batteria segue le regole ormai consolidate dei dispositivi domestici intelligenti: la durata è progettata per diversi anni di utilizzo normale e, se il robot resta fermo a lungo, è semplicemente consigliabile conservarlo spento con una carica parziale. Nel complesso ROMO non punta su numeri estremi, ma su un equilibrio molto concreto tra autonomia, tempi di ricarica e durata nel tempo — esattamente ciò che ci si aspetta da un robot pensato per lavorare in modo continuativo nella casa reale.
DJI ROMO S
La versione S è il ROMO essenziale: stessa piattaforma e navigazione dei modelli superiori, senza le funzioni extra del dock premium.
App, connettività e rumore: un ecosistema completo ma ancora in evoluzione

Nell’uso quotidiano Robot DJI ROMO risulta piuttosto silenzioso per la categoria durante la pulizia, mentre la fase più rumorosa resta quella di svuotamento automatico nella base, breve ma percepibile, come avviene in tutti i robot con dock attivo. Sul piano della connettività il sistema è moderno e stabile, con Wi-Fi dual band e Bluetooth che garantiscono controllo remoto affidabile, anche se al momento non esiste ancora un’integrazione ufficiale con gli standard universali della smart home. Il vero centro operativo resta però l’app DJI Home, progettata in modo semplice ma sempre più ricca: da qui si gestiscono mappe, stanze, automazioni, modalità di pulizia, serbatoi e manutenzione, con notifiche e strumenti diagnostici che rendono l’esperienza molto controllabile. Gli aggiornamenti software arrivati nei primi mesi dopo il lancio hanno ampliato rapidamente funzioni e stabilità, confermando che ROMO è un sistema che evolve soprattutto via app e firmware più che tramite hardware. La procedura di aggiornamento è diretta e automatizzata, e lo stesso ecosistema include funzioni avanzate come video remoto, comunicazione vocale e assistente integrato: caratteristiche comode che rafforzano la sensazione di robot “presente” in casa, ma che allo stesso tempo ampliano inevitabilmente la superficie digitale del dispositivo, rendendo software e sicurezza una parte centrale dell’esperienza tanto quanto la pulizia stessa.
Sicurezza e privacy del Robot DJI ROMO dopo febbraio 2026: cosa è successo e cosa significa davvero
Nel febbraio 2026 è emerso un problema di sicurezza legato ai robot DJI ROMO. Alcuni ricercatori hanno scoperto che, sfruttando un difetto nei sistemi online che collegano robot e app, sarebbe stato possibile accedere ai dati di molti dispositivi in diversi paesi. In passato, questa vulnerabilità avrebbe potuto esporre anche elementi molto sensibili come video, audio e mappe delle abitazioni — informazioni particolarmente delicate perché descrivono l’ambiente domestico e ciò che accade al suo interno.
Il produttore ha dichiarato di aver corretto rapidamente il problema con aggiornamenti automatici dei server, distribuiti pochi giorni prima che la vicenda diventasse pubblica. Dal punto di vista tecnico, quindi, la falla è stata chiusa e le comunicazioni risultano oggi protette. Tuttavia, l’episodio ha sollevato un tema più ampio: i robot domestici moderni non sono semplici elettrodomestici, ma dispositivi connessi che vedono, ascoltano e mappano la casa. Per questo richiedono standard di sicurezza particolarmente elevati e trasparenti.
La lezione principale non è che ROMO sia “insicuro”, ma che questa categoria di prodotti dipende molto dall’infrastruttura cloud e dal software. Quando emergono vulnerabilità, anche se corrette, la fiducia degli utenti può essere messa alla prova, perché i dati coinvolti riguardano la sfera privata della casa.
Per chi sta valutando l’acquisto, il messaggio più realistico è semplice: se si utilizza ROMO principalmente per la pulizia, vale la pena chiedersi se le funzioni legate alla camera e alla comunicazione remota siano davvero necessarie. Se non lo sono, possono essere disattivate, riducendo ulteriormente l’esposizione dei dati. Un’altra buona pratica generale per tutti i dispositivi smart domestici è collegarli a una rete separata da quella principale di casa, soluzione che aggiunge un livello di protezione senza complicazioni d’uso.
In sintesi, la vulnerabilità di febbraio 2026 è stata corretta, ma ha ricordato che i robot domestici connessi richiedono attenzione non solo alle prestazioni, ma anche alla gestione dei dati e della privacy. È una considerazione che riguarda l’intera categoria, non solo un singolo prodotto, e che accompagnerà inevitabilmente l’evoluzione della robotica domestica nei prossimi anni.

Garanzia, manutenzione e acquisto in Italia: cosa sapere davvero su il Robot DJI ROMO
Dal punto di vista di garanzia e assistenza, ROMO segue le logiche tipiche dei prodotti tecnologici di fascia alta: acquisti tramite canali ufficiali permettono reso entro i primi giorni, copertura di garanzia e accesso diretto al supporto del produttore. È però importante sapere che condizioni e gestione possono variare in base al paese e soprattutto al rivenditore scelto, motivo per cui il canale di acquisto diventa parte dell’esperienza tanto quanto il prodotto stesso.
La base station è progettata per automatizzare gran parte della manutenzione — svuotamento polveri, lavaggio e asciugatura dei panni, gestione detergente e autopulizia — e nel modello P aggiunge anche funzioni deodoranti e trattamento UV. Questo permette lunghi periodi di utilizzo senza interventi frequenti, ma non significa manutenzione zero: serbatoi, sacche e consumabili vanno comunque controllati e sostituiti nel tempo, come accade con qualsiasi robot domestico evoluto. L’ecosistema include spazzole, panni, filtri, sacche e detergenti dedicati, oltre a accessori utili come la rampa per superare soglie domestiche anche piuttosto alte.
Nel funzionamento quotidiano, eventuali cali di prestazioni sono quasi sempre legati a fattori semplici — filtro ostruito, rullo sporco, serbatoio pieno — mentre altri comportamenti, come lo svuotamento polveri non immediato o piccoli aloni d’acqua, rientrano nella logica operativa del sistema e si risolvono con regolazioni di flusso o manutenzione di base. Per mantenere il robot efficiente nel tempo basta una routine mensile molto semplice: pulire contatti e sensori, sciacquare i serbatoi e verificare che nella base non si accumuli sporco. È una cura minima che evita la maggior parte dei problemi tipici dei robot premium.
Anche la scelta di dove acquistare ROMO in Italia merita attenzione: essendo un prodotto costoso e complesso, con consumabili e supporto software continuo, il venditore conta quasi quanto il prezzo. I canali ufficiali o i rivenditori autorizzati offrono generalmente maggiore coerenza su garanzia, aggiornamenti e gestione post-vendita, mentre acquisti tramite marketplace o terzi possono comportare differenze nella gestione di resi, assistenza e disponibilità dei ricambi. In pratica, quando si valuta ROMO non si sta scegliendo solo un robot, ma anche l’ecosistema di supporto che lo accompagnerà negli anni.
Acquistare ROMO su Amazon può avere senso in diversi casi, soprattutto quando il prodotto è venduto e spedito direttamente dalla piattaforma o da venditori affidabili con storico positivo. La convenienza economica è spesso reale, ma su dispositivi premium come questo è importante verificare con attenzione chi è il venditore effettivo, perché la gestione di garanzia, resi e assistenza può variare sensibilmente tra canali diversi. Se prezzo, venditore e condizioni risultano chiari e competitivi, Amazon resta comunque un’opzione pratica e immediata per l’acquisto.
DJI ROMO A
La versione A mantiene le stesse prestazioni del ROMO S ma con il caratteristico design trasparente che rende il robot più scenografico e distintivo.
Pro e contro reali, percezione utenti e confronto con i rivali
Nell’uso quotidiano il Robot DJI ROMO colpisce soprattutto per la qualità della navigazione e dell’evitamento ostacoli, probabilmente l’aspetto più convincente dell’esperienza. Il robot si muove con precisione, riconosce bene oggetti piccoli come cavi o giochi e difficilmente si incastra, mentre la base automatizzata gestisce polvere, panni e acqua riducendo davvero la manutenzione. Anche l’app risulta chiara e completa, e il design — soprattutto nelle versioni trasparenti — aggiunge una componente estetica che lo fa percepire più come oggetto tecnologico che come semplice elettrodomestico.
I limiti che pesano davvero sulla scelta sono però altrettanto concreti. Il prezzo resta generalmente superiore a quello di robot con prestazioni simili, e su tappeti spessi o superfici difficili la pulizia può risultare meno efficace rispetto ad alcuni concorrenti più maturi in questo ambito. La base, pur molto evoluta, è ingombrante e produce brevi picchi di rumore durante lo svuotamento, caratteristica comune nei sistemi premium ma comunque percepibile. A questo si aggiunge il tema sicurezza emerso nel 2026, che per chi è sensibile alla presenza di camera e microfono in casa può rappresentare un elemento di cautela.
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La percezione degli utenti riflette abbastanza fedelmente questi aspetti: da un lato grande apprezzamento per navigazione e mappatura, considerate tra le migliori nella fascia alta; dall’altro dubbi su prezzo, resa sui tappeti e delicatezza estetica delle versioni trasparenti. ROMO resta inoltre un prodotto molto “visivo”, spesso valorizzato in dimostrazioni di evitamento ostacoli, controllo remoto e design del dock, elementi che ne rafforzano l’immagine di oggetto tecnologico scenografico oltre che funzionale.
Nel confronto con i principali rivali premium, ROMO tende a distinguersi per intelligenza di navigazione e impatto tecnologico, mentre marchi come Roborock, Dreame o Ecovacs risultano spesso più competitivi sul rapporto prestazioni-prezzo e sulla maturità dell’ecosistema. In pratica, quando ROMO è proposto a prezzo molto competitivo diventa una scelta estremamente interessante; quando invece resta vicino al listino pieno, il valore complessivo dei concorrenti può risultare più convincente per una platea più ampia.
