
Ho avuto due Oura Ring 4 in meno di due anni. Il primo ha iniziato progressivamente a durare sempre meno, fino a richiedere una ricarica dopo circa due giorni. Il secondo ha fatto qualcosa di molto più difficile da interpretare: continuava ad avere un’autonomia apparentemente normale, ma durante la notte ha iniziato a perdere prima parte delle rilevazioni di frequenza cardiaca e VFC, poi quasi tutte.
In entrambi i casi Oura ha autorizzato la sostituzione. Nel secondo mi ha comunicato esplicitamente di aver rilevato un problema alla batteria.
Raccontata così, la mia esperienza con Oura Ring 4 e i problemi alla batteria potrebbe sembrare l’inizio di una bocciatura. Non lo è. Continuo a indossare l’anello praticamente sempre, tolta la doccia e poche altre occasioni, e continuo a considerare sonno, prontezza e VFC il motivo per cui preferisco Oura a un dispositivo da tenere al polso anche di notte.
Due sostituzioni, però, hanno cambiato una cosa: la fiducia che ripongo nell’hardware.
Oura Ring 4 e problemi alla batteria: la risposta breve
Il mio primo Oura Ring 4 è passato da circa cinque giorni reali di autonomia a circa due nell’arco del primo anno. Dopo aver analizzato i dati dell’anello, Oura identificò un problema e ne autorizzò la sostituzione.
Il secondo ha funzionato regolarmente per mesi. Poi sono progressivamente scomparse la frequenza cardiaca minima a riposo e la VFC media notturna, mentre altri dati continuavano a essere registrati e l’autonomia non mostrava un deterioramento paragonabile a quello del primo Ring. Dopo diversi tentativi di troubleshooting, Oura ha diagnosticato un problema alla batteria e autorizzato una seconda sostituzione.
La mia esperienza riguarda due unità e, da sola, non permette di stabilire quanto sia diffuso il problema. Nel settembre 2026 è arrivato però un elemento che cambia il contesto. Nei documenti depositati da Oura presso la SEC in vista della quotazione, la società ha dichiarato che alcune coorti di Ring 4 hanno mostrato problemi nelle prestazioni della batteria, con un aumento delle richieste e dei costi di garanzia.
Oura riferisce di avere sostituito gratuitamente gli anelli interessati, in alcuni casi anche oltre il normale periodo di garanzia. Il documento non identifica le coorti coinvolte, non indica quanti Ring siano stati interessati e non permette di stabilire se i miei due esemplari appartenessero a quelle coorti.
Il primo Ring 4: da circa cinque giorni a due giorni di autonomia
Ho acquistato il primo Ring 4 il 3 ottobre 2024. L’autonomia reale che ottenevo inizialmente era di circa cinque giorni: un risultato compatibile con l’attuale indicazione ufficiale di Oura, che per Ring 4 dichiara normalmente 5-8 giorni, con variazioni legate tra le altre cose a dimensione, configurazione delle funzioni, attività, utilizzo ed età della batteria.
Per mesi non ho avuto particolari motivi per preoccuparmi. Durante l’estate 2025, però, ho iniziato a caricarlo più spesso.
Il calo non è stato improvviso
Non ricordo un momento preciso in cui la batteria abbia smesso di comportarsi normalmente. È stato un deterioramento graduale: prima una ricarica anticipata ogni tanto, poi intervalli sempre più brevi, fino ad arrivare a circa due giorni.
A quel punto il problema era difficile da ignorare. Uso Oura soprattutto perché posso indossarlo continuamente e raccogliere i dati del sonno senza dormire con uno smartwatch. Dover controllare la batteria ogni due giorni compromette proprio quella continuità.
Il 6 ottobre 2025 ho quindi contattato l’assistenza.
La prima esperienza con l’assistenza Oura
La gestione fu rapida. L’8 ottobre Oura mi comunicò che, dopo aver esaminato i dati del Ring, aveva identificato un problema. Il giorno successivo arrivò la conferma della sostituzione.
È importante essere precisi: nella comunicazione relativa a quel primo caso Oura non definì esplicitamente il problema come un “difetto della batteria”. Il collegamento con la batteria derivava dal sintomo evidente — il forte decadimento dell’autonomia — mentre la comunicazione ricevuta parlava dell’identificazione di un problema.
Il Ring sostitutivo arrivò nell’autunno 2025. E per parecchi mesi la vicenda sembrò chiusa.
Il secondo Ring 4 sembrava funzionare normalmente
Con il secondo anello non ho notato inizialmente nulla di anomalo. L’autonomia era tornata sui livelli che mi aspettavo e, fino a metà agosto 2026, il monitoraggio notturno funzionava regolarmente.
È un dettaglio fondamentale perché rende il secondo problema molto diverso dal primo.
Quando un dispositivo che durava cinque giorni inizia a durarne due, la batteria è tra i primi sospettati. Quando continua a durare normalmente ma perde alcune metriche durante il sonno, lo è molto meno.
Prima pochi dati, poi FC e VFC sono scomparse
Le anomalie sono cominciate a metà agosto. All’inizio trovavo frequenza cardiaca a riposo e VFC registrate soltanto per alcune ore della notte. Non erano completamente assenti: semplicemente, il grafico terminava troppo presto o presentava ampi vuoti.
Successivamente i dati sono diventati ancora più frammentari. Alcune notti erano migliori, altre peggiori, senza che riuscissi a individuare una causa evidente.
Alla fine sono scomparse completamente le due metriche che guardo di più al risveglio: frequenza cardiaca minima a riposo e VFC/HRV media notturna.

Il Ring, però, non era morto. Altri dati continuavano ad arrivare. Durante il giorno vedevo la frequenza cardiaca. L’anello comunicava con l’app. Soprattutto, non dovevo improvvisamente ricaricarlo ogni giorno o ogni due giorni.
Per il modo in cui uso Oura, perdere FC a riposo e VFC significa perdere una parte sostanziale del valore del prodotto. L’ho comprato soprattutto per seguire sonno e recupero senza avere un orologio al polso durante la notte. Se proprio quelle informazioni diventano inaffidabili o spariscono, il fatto che altre metriche continuino a funzionare consola poco.
È anche il motivo per cui guardo con interesse alle alternative che stanno nascendo intorno al monitoraggio continuo senza smartwatch: per esempio Garmin Cirqa segue una filosofia diversa, ma punta anch’essa su sonno, recupero e dati fisiologici raccolti senza la presenza continua di uno schermo.
Perché inizialmente non pensavo alla batteria
La documentazione ufficiale di Oura sui buchi nei grafici di frequenza cardiaca indica diverse possibili cause per le lacune notturne di frequenza cardiaca e VFC: anello troppo largo, sensori sporchi, movimento durante il sonno, posizione della mano che ostacola la circolazione, frequenza cardiaca eccezionalmente bassa o aritmie. Per i problemi di rilevazione vengono inoltre suggeriti il controllo dell’aderenza, la pulizia dei sensori e un soft reset.
Erano spiegazioni molto più intuitive della batteria.
Era agosto e faceva caldo. Potevo essermi mosso di più durante il sonno. Ho pensato alla posizione dell’anello, alla pulizia dei sensori, all’app, agli aggiornamenti, alla connessione Bluetooth.
Anche un problema software era plausibile: nel 2026 Oura ha documentato, per esempio, un problema relativo a dati del sonno mancanti su Ring 4 e Ring 5 con alcune versioni iOS dell’app, successivamente indicato come risolto.
Nessuna di queste ipotesi spiegava però in modo convincente la progressione che stavo osservando.
Il particolare più strano: l’autonomia era ancora normale

Con il primo Ring avevo un indicatore semplicissimo: lo caricavo sempre più spesso.
Con il secondo no.
Oura documenta che una batteria troppo scarica durante la notte può far entrare l’anello in una modalità di risparmio energetico che interrompe la raccolta di nuove informazioni. Tra i dati che possono mancare ci sono proprio frequenza cardiaca, VFC, punteggio di prontezza e fasi del sonno. Oura raccomanda di avere almeno il 30% di carica prima di andare a letto per evitare queste interruzioni.
Il mio caso, però, era diverso da quello scenario: l’anello non sembrava arrivare alla notte con una carica insufficiente e la sua autonomia complessiva appariva ancora normale.
Oura ha diagnosticato sul mio Ring un problema alla batteria, ma non ho trovato nella documentazione tecnica pubblica dell’azienda una spiegazione del perché quel problema potesse manifestarsi con la perdita delle rilevazioni notturne pur mantenendo un’autonomia apparentemente normale.
Non credo sia utile riempire questo vuoto con una teoria. So cosa ha fatto il mio Ring e so quale diagnosi mi ha comunicato Oura. Il meccanismo che collega le due cose, invece, non è documentato abbastanza da poterlo spiegare con certezza.
Tutte le prove fatte con l’assistenza Oura
Tra agosto e settembre ho seguito diversi passaggi di troubleshooting: controllo e pulizia dei sensori, verifica della posizione e dell’aderenza dell’anello, aggiornamenti, Bluetooth, soft reset, reinstallazione dell’app e monitoraggio del comportamento per più notti.
Sono procedure coerenti almeno in parte con quelle indicate pubblicamente da Oura per le lacune nei grafici della frequenza cardiaca.
La parte frustrante era che il Ring continuava a sembrare funzionante. Non avevo davanti un dispositivo spento o incapace di sincronizzarsi, ma un dispositivo che registrava alcune informazioni e aveva smesso progressivamente di registrarne altre.
Poi Oura ha trovato un problema alla batteria
La prima diagnostica non aveva fatto emergere una spiegazione definitiva. Dopo il troubleshooting e ulteriori verifiche, nel settembre 2026 la risposta è cambiata: Oura mi ha comunicato di aver identificato un problema alla batteria e ha autorizzato la seconda sostituzione.
È il passaggio che rende questa esperienza interessante anche oltre il singolo caso. Avevo già visto una batteria deteriorarsi nel modo più intuitivo possibile, attraverso il crollo dell’autonomia. La seconda volta il sintomo che mi ha portato all’assistenza era la progressiva perdita di dati notturni.

Perché la prima diagnostica non l’aveva visto?
Non lo so e la documentazione pubblica di Oura non permette di ricostruirlo.
È possibile che controlli effettuati in momenti diversi o analisi successive restituiscano risultati differenti, ma trasformare questa possibilità in una spiegazione tecnica del mio caso significherebbe andare oltre le informazioni disponibili.
Resta quindi una sequenza documentabile: inizialmente il problema non risultava ricondotto alla batteria; dopo ulteriori verifiche Oura ha invece comunicato di averne identificato uno e ha autorizzato la sostituzione.
Altri Oura Ring 4 hanno avuto problemi alla batteria?
Sì, ma la portata del problema non è pubblicamente quantificabile.
Nei documenti depositati presso la SEC, Oura dichiara che alcune coorti di Ring 4 hanno avuto problemi nelle prestazioni della batteria. Secondo la società, questi problemi hanno determinato un aumento delle richieste e dei costi legati alla garanzia, con sostituzioni gratuite degli anelli interessati sia in garanzia sia, in alcuni casi, oltre il normale periodo di copertura.
Il dato economico dà una misura dell’impatto sui conti, ma va letto con attenzione. Per l’anno fiscale 2025 Oura ha riportato un aumento di 84,4 milioni di dollari della warranty expense, spiegando che l’incremento è stato determinato da maggiori riserve di garanzia legate ai problemi di performance della batteria di alcune coorti di Oura Ring 4.
Il dato misura l’impatto economico sulle garanzie, non il numero di Ring difettosi: Oura non comunica quante unità siano state coinvolte.
Non conosciamo neppure le coorti interessate. Di conseguenza, il documento ufficiale conferma l’esistenza di problemi di performance della batteria su alcune coorti di Ring 4, ma non permette di stabilire se i miei due esemplari appartenessero a quelle coorti.
Le testimonianze della community aggiungono un ultimo livello di contesto. Su Reddit si trovano possessori di Ring 4 che descrivono forti riduzioni dell’autonomia e successive sostituzioni; esistono anche testimonianze di problemi comparsi su anelli sostitutivi. Sono segnalazioni indipendenti coerenti con l’esistenza del problema, ormai confermata dalla stessa Oura, ma non consentono di stimarne l’incidenza.
La formulazione più corretta, quindi, rimane circoscritta: Oura ha riconosciuto problemi nelle prestazioni della batteria su alcune coorti di Ring 4. I dati pubblici non consentono di trasformare questa informazione in un tasso di guasto o in un difetto generalizzato dell’intera generazione.
Due sostituzioni cambiano il mio giudizio su Oura Ring 4?
Sì, soprattutto sull’affidabilità hardware.
Due Ring sostituiti in meno di due anni sono più di quanto mi aspetti da un prodotto di questa fascia. Il fatto che il secondo problema abbia avuto sintomi così poco intuitivi ha ridotto ulteriormente la fiducia: fino alla diagnosi dell’assistenza, non avevo un indicatore evidente che mi facesse pensare alla batteria.
Questo non ha però cancellato ciò che continuo ad apprezzare di Oura.
Sonno e prontezza sono ancora il motivo per cui lo indosso
Avevo scelto Ring 4 perché volevo monitorare soprattutto sonno, recupero e VFC senza dormire con uno smartwatch. Dopo quasi due anni, è ancora l’utilizzo nel quale trovo Oura più convincente.
Le metriche del sonno e della prontezza sono generalmente coerenti con il modo in cui percepisco il mio recupero. Non considero ogni numero una misura assoluta, ma nel tempo quei dati sono diventati un riferimento utile per leggere tendenze e cambiamenti.
Sulle attività sono molto più prudente. È la parte dell’esperienza della quale mi fido meno e non è il motivo per cui continuerei a scegliere Oura.
È una differenza importante anche rispetto a prodotti più orientati alla prestazione. Nella mia recensione di Whoop 5.0 ho analizzato un approccio che mette molto più al centro carico, recupero e attività, pur condividendo con Oura l’idea del monitoraggio continuo.
FC a riposo e VFC hanno invece un peso centrale. È proprio per questo che la loro scomparsa sul secondo Ring è stata così evidente: l’anello continuava a funzionare, ma per me aveva perso una parte importante della sua utilità.
Ricomprerei un Oura Ring?
Sì. Lo ricomprerei non perché considero irrilevanti i problemi avuti, ma perché quando funziona correttamente mi offre ancora informazioni che ritengo difficili da sostituire con la stessa comodità.
Oggi ho meno fiducia nella durata dell’hardware di quanta ne avessi nell’ottobre 2024, mentre il valore che attribuisco all’esperienza Oura nel monitoraggio del sonno e del recupero resta elevato.
Per questo prenderei in considerazione anche un futuro passaggio a Ring 5. Ho già analizzato cosa cambia con Oura Ring 5 e quanto abbia senso rispetto a Ring 4, ma non considero la nuova generazione una risposta automatica ai problemi incontrati con Ring 4: per valutarne davvero l’affidabilità servirebbe anche in quel caso un’esperienza di lungo periodo.
Verdetto PensOut
Due sostituzioni in meno di due anni hanno ridotto concretamente la mia fiducia nell’affidabilità hardware di Oura Ring 4. Nel primo caso il deterioramento era evidente nell’autonomia; nel secondo il problema diagnosticato da Oura si è presentato con la progressiva perdita di FC e VFC notturne mentre la durata tra le ricariche sembrava ancora normale.
Il documento SEC aggiunge oggi un contesto che prima mancava: Oura ha riconosciuto problemi nelle prestazioni della batteria su alcune coorti di Ring 4 e un impatto significativo sulle garanzie. Non sappiamo però se i miei Ring appartenessero a quelle coorti e non conosciamo il tasso di guasto.
Per me resta quindi un prodotto che ha mostrato limiti di affidabilità più seri di quanto mi aspettassi, senza aver perso ciò che me lo fa apprezzare. Sonno, prontezza, frequenza cardiaca a riposo e VFC sono ancora le ragioni per cui voglio un Oura al dito e per cui ne comprerei un altro.
Mi fido meno del Ring, ma continuo a trovare molto valore in ciò che mi racconta quando funziona correttamente.